In un mondo così complesso e mutevole, in cui progresso tecnologico e nuovi protagonisti sulla scena politica internazionale sembrano tracciare scenari inimmaginabili, di chi ci si può fidare? Lo abbiamo chiesto agli italiani in una recente indagine svolta con SWG su un campione rappresentativo della popolazione adulta. Al primo posto c’è la famiglia – con un punteggio di 7,6 su una scala che va da 0 (nessuna fiducia) a 10 (massima fiducia). Non sorprende. L’Italia è un paese dai legami familiari forti. Secondo i dati ISTAT, nel 2022, due giovani, in età compresa tra i 18 e i 34 anni, su tre vivevano ancora con i propri genitori. Legami che possono dipendere da motivazioni economiche – come la difficoltà di trovare un lavoro o di acquistare una casa – e che rischiano di creare un familismo amorale in cui conta solo la propria cerchia familiare. Infatti, la fiducia negli altri, come ad esempio i vicini di casa, è molto minore: solo 5,1 su 10.
Sorprendentemente, al secondo posto nella classifica delle persone o istituzione di cui gli italiani si fidano di più ci sono gli scienziati con un punteggio di 6,4 su 10. Tutte le altre categorie sono sotto la sufficienza (Figura 1). Di poco la polizia (5,8/10). Più indietro la magistratura (4,9/10). Bocciati tutti gli altri: media tradizionali (4,2/10), banche e sindacati (3,9/10), politici locali (3,8/10). Ultimissimi social media (3,6/10) e soprattutto politici nazionali (3,3/10).Â
Ma non tutti gli italiani si fidano degli stessi gruppi di persone. La collocazione politica può aiutarci a capire queste differenze. Partiamo dagli elettori dei partiti al governo. La fiducia degli elettori di Fratelli d’Italia – se comparata alla media nazionale – è più elevata nei confronti soprattutto della polizia (7 versus 5,8) e dei politici nazionali (4,4 versus 3,3), mentre penalizza magistratura (3,9 versus 4,9) e sindacati (3,1 versus 3,9). Tra gli elettori della Lega c’è più fiducia, rispetto alla media degli intervistati, nei politici locali (4,7 versus 3,8) e nazionali (4,4 versus 3,3) e anche nei social media (4,5 versus 3,6). Anche gli elettori di Forza Italia premiano politici locali (4,5 versus 3,8) e nazionali (4,1 versus 3,3), e penalizzano la magistratura (4,1 versus 4,9). Tra i partiti all’opposizione, la fiducia degli elettori del PD è in generale molto elevata. I punteggi dati dagli elettori dei PD sono superiori a quelli medi in tutte le categorie analizzate, eccetto per i social media (3,4 versus 3,6). Particolare fiducia emerge verso gli scienziati (8 versus 6,4), i magistrati (6,9 versus 4,9) e i sindacati (5,4 versus 3,9). E in parte anche verso banche (4,5 versus 3,9) e media tradizionali (4,9 versus 4,2). Anche tra gli elettori del Movimento 5 Stelle spicca la fiducia nei confronti della magistratura (5,9 versus 4,9) e in parte verso i sindacati (4,4 versus 3,9), ma emerge anche uno scetticismo verso i media tradizionali (3,7 versus 4,2). Invece, tra chi dichiara di astenersi dal votare, la fiducia è tendenzialmente minore. Una sfiducia che colpisce tutti i gruppi, ad accezione di social media, sindacati e magistratura. Quindi, se si analizzano le differenze di fiducia in base agli schieramenti politici, magistratura e sindacati risultano le categorie più divisive.
Gli italiani non differiscono solo rispetto a chi si fidano, ma anche rispetto a quanto si fidano. Per misurare l’impatto che caratteristiche individuali degli intervistati (demografiche, economiche e politiche) possono avere sul livello di fiducia abbiamo creato un indicatore di fiducia che considera la media dei punteggi espressi nei confronti dei diversi gruppi di persone (familiari, vicini, magistrati, politici, etc). Il valore medio di questo indicatore di fiducia è 5,1 su 10. La figura 2 mostra le caratteristiche individuali che hanno una correlazione positiva o negativa con il livello medio di fiducia.
Ad essere più sfiduciati sono soprattutto i giovani (tra i 25 e i 34 anni), le persone con una situazione economica precaria o molto precaria, i disoccupati, chi non andrebbe a votare. Chi dichiara di arrivare alla fine del mese con difficoltà o di essere povero si fida di meno di chi dichiara di vivere agiatamente o tranquillamente. Questa sfiducia emerge verso ogni categoria di persona, ma soprattutto nei confronti di banche, vicini, familiari, scienziati e media tradizionali. È plausibile ipotizzare che la mancanza di fiducia da parte di queste persone derivi da esperienze personali negative – ad esempio con banche, vicini o medici – che danno vita a percezione negative. Ma è compito di istituzioni e corpi intermedi far sì che giovani e categorie meno abbienti ritrovino fiducia nella nostra società civile.
Marzo 2025
Monitoring Democracy è un’iniziativa del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche della Università Bocconi.
La serie dei Brief è edita da G. Cappellaro, M. Carreri, N. Cavalli, M. Cucciniello, M. Fochesato, V. Galasso e M. Giugovaz.
Le opinioni dei brief sono degli autori e non riflettono necessariamente quelle espresse dalla Università Bocconi.