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Monitoring Democracy

Un progetto di ricerca del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Bocconi

LA COLLOCAZIONE POLITICA DEI GIOVANI

“Chi non è di sinistra da giovani è senza cuore, ma chi non è di destra da adulto è senza cervello”. Questa frase, attribuita allo statista britannico Wiston Churchill, spiegherebbe il voto progressista dei giovani in contrapposizione a quello più conservatore di adulti e anziani. Differenze intergenerazionali nei comportamenti elettorali sono state tirate fuori dal cassetto per spiegare la vittoria della Brexit nel referendum del giugno 2016 nel Regno Unito: 51,9% per i “leave” contro 48,1% per i “remain”. Se i giovani fossero andati in massa alle urne, la loro preferenza per “remain” avrebbe potuto evitato la Brexit. Invece a decidere sono stati gli elettori più anziani. Un paradosso, perché le conseguenze della Brexit cadranno soprattutto suoi più giovani. Che tuttavia hanno tassi di astensione maggiori di adulti e anziani.

Recentemente, il feeling tra gli elettori più giovani (la Gen Z) e le destre sembra essere aumentato. In Francia, Rassemblement national di Marine Le Pen ha avuto grande successo tra i giovanissimi, grazie anche al carisma del ventottenne capo del partito, Jordan Bardella. Situazione simile in Olanda per il Partito delle Libertà (PVV) di Geert Wilders e in Germania per il partito di estrema destra Alternative für Deutschland.

In realtà, quello che sembra uno spostamento a destra generalizzato dei più giovani nasconde un’importante differenza di genere. Per capire cosa accade in Italia, abbiamo utilizzato i dati di un sondaggio svolto da SWG su un campion e rappresentativo della popolazione adulta italiana.  La maggioranza relativa dei giovani – il 38% degli elettori con meno di 30 anni – continua a (auto)collocarsi a sinistra e centro-sinistra in una scala politica destra-sinistra. La destra cattura il 5,4% dei giovani, il centro-destra il 16,4%. E ben un giovane su cinque non trova una sua collocazione su questa scala politica. Ma giovani donne e giovani uomini hanno preferenze politiche diverse. Mentre tra gli uomini una buona parte degli intervistati si colloca a destra (9,6%) e nel centro-destra (23,8%), tra le donne le percentuali scendono vertiginosamente: 1,5% (destra) e 9,2% (centro-destra). Le donne si collocano decisamente più a sinistra. In particolare, il 24,2% a sinistra, il 17,4% nel centro-sinistra e il 14,2% al centro. Mentre tra gli uomini le percentuali sono rispettivamente 9,4% (sinistra), 24,6% (centro-sinistra) e 4,7% (centro). Infine, le donne che fanno fatica a collocarsi sulla scala destra-sinistra sono 26,2%, quasi il doppio rispetto agli uomini, 13,4%. Come mostra chiaramente la Figura 1, la collocazione degli uomini è più spostata a destra rispetto a quella delle donne.

Più complesso valutare le preferenze di giovani donne e giovani uomini rispetto ai partiti. Quasi la metà degli intervistati dichiara che se ci fossero nuove elezioni a breve non voterebbe o si dice indeciso. Tuttavia, tra chi esprime una preferenza politica, emergono nuovamente forti differenze di genere: uomini a destra e donne a sinistra. Tra gli intervistati in età compresa tra i 18 e i 29 anni, Fratelli d’Italia raccoglierebbe il 15% delle preferenze degli uomini, ma solo il 4,2% delle donne. Forza Italia il 5,1% tra gli uomini e l’1,4% tra le donne. Anche i partiti di centro – Azione, Renzi e Bonini – sono più popolari tra gli uomini (10,7%) che tra le donne (8,7%). Diversa la situazione a sinistra. PD e AVS raccolgono più consensi tra le donne – rispettivamente 11% e 4,3% contro 8,4% e 3% tra gli uomini. Ma è soprattutto il Movimento 5 Stelle ad attrarre il voto delle giovani donne (18%), ma molto meno dei giovani uomini (5,1%). Queste forti divergenze di genere nelle intensioni di voto non emergono invece se si considera l’intero elettorato, come mostrato alla figura 3.

Il panorama politico italiano conferma quindi una tendenza in atto anche in altri paesi Europei: i giovani uomini si stanno spostando a destra e le donne a sinistra. Ritorneremo con Monitoring Democracy sulle motivazioni di questo spostamento politico. Vedremo nei prossimi mesi se l’effetto Trump aumenterà questa divaricazione o indurrà invece gli uomini a prendere posizioni più moderate.

Marzo 2025

Monitoring Democracy è un’iniziativa del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche della Università Bocconi.
La serie dei Brief è edita da G. Cappellaro, M. Carreri, N. Cavalli, M. Cucciniello, M. Fochesato, V. Galasso e M. Giugovaz.

Le opinioni dei brief sono degli autori e non riflettono necessariamente quelle espresse dalla Università Bocconi.