Logo MoDe, Monitoring Democracy

Monitoring Democracy

Un progetto di ricerca del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Bocconi

INTELLIGENZA ARTIFICALE E POLITICA

Nel giro di pochi mesi, l’intelligenza artificiale è passata da tema di nicchia a protagonista del dibattito pubblico. Se ne parla con entusiasmo, inquietudine, aspettative. Ma come la pensano davvero gli italiani? E quanto le opinioni sull’IA riflettono anche fratture politiche e ideologiche?

Due indagini svolte a dicembre 2024 e maggio 2025 su un campione rappresentativo della popolazione adulta tracciano una mappa aggiornata di atteggiamenti, timori e usi dell’IA. I dati evidenziano un’Italia sempre più esposta alle tecnologie emergenti, ma anche divisa nelle sue valutazioni, soprattutto lungo le tradizionali linee tra destra e sinistra.

Ebbene, per quasi una persona su due, i timori sono di carattere strettamente economico. Lavoro, situazione economica, inflazione, futuro lavorativo dei figli sono le parole più usate. Un italiano su cinque è preoccupato per la salute, propria e dei propri familiari, o per il sistema sanitario nazionale.

1- Boom nell’uso dell’IA generativa: in 5 mesi crollano gli “esclusi” e aumenta l’utilizzo quotidiano

In appena cinque mesi, tra fine 2024 e maggio 2025, cala notevolmente la percentuale di italiani che dichiara di non aver mai utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa – come ChatGPT. Si passa dal 56,3% al 44,6%, con una diminuzione di 11,7 punti percentuali. Un dato particolarmente interessante riguarda la fascia over 64, storicamente meno digitalizzata: qui, la quota di chi ha usato almeno una volta uno strumento di AI generativa cresce dal 22,7% al 34,9% (+12,2%). Aumenta anche la frequenza di utilizzo, con 6,3 punti percentuali in aumento della popolazione che usa frequentemente (ogni settimana) e sempre (quasi ogni giorno) l’IA. Come ci si aspetterebbe, i giovani sono la classe che utilizza IA con maggiore frequenza, con il picco riscontrabile tra i 25-34enni (12,5%).

L’utilizzo di IA, come ChatGPT, varia sensibilmente a seconda dell’orientamento politico, rilevato dalle intenzioni di voto (Grafico 1 in calce). A guidare la classifica di maggio 2025 degli utenti più letterati digitalmente – ovvero che abbiano usato almeno una volta IA – troviamo gli elettori di +Europa (84,5%) e Azione (82,9%). All’estremo opposto, i partiti con la quota più bassa di elettori che hanno utilizzato ChatGPT almeno una volta sono Fratelli d’Italia (44,7%) e Italia Viva (48,3%), seguiti dagli elettori della Lega (49,7%). Se guardiamo alla frequenza di utilizzo (poche volte al mese, ogni settimana, quasi ogni giorno), gli elettori di Azione e di AVS sono quelli che utilizzano IA con maggiore frequenza giornaliera (17,9% e 13,6% rispettivamente). In altre parole: i più curiosi verso l’IA stanno al centro-liberale, mentre le resistenze maggiori si concentrano a destra.

In termini di trend da dicembre 2024 a maggio 2025, il partito che segna la crescita maggiore è Forza Italia: le persone che dicono di non aver mai usato l’IA sono 6,3 punti percentuali in meno rispetto alla precedente rilevazione (da 41,7% a 35,4%); cambio simile, anche se leggermente minore, registrato da AVS e M5S (per entrambi un delta in diminuzione di 5,6 punti percentuali nelle persone che non hanno mai usato l’IA).

Nessun sostanziale cambio nella Lega. Segno che la penetrazione dell’IA si sta allargando anche verso segmenti dell’elettorato finora più distanti, ma non ancora nella base leghista.

2- IA come minaccia per l’umanità? Meno persone pensano che sia probabile, ma il più preoccupato è il Movimento 5 Stelle

Diminuisce la percezione dell’IA come minaccia per l’umanità: se a dicembre il 46,7% degli italiani pensava che ci fosse almeno un 50% di possibilità che l’IA mettesse a rischio la sopravvivenza umana, oggi lo pensa il 41,7%.

Ma le differenze politiche sono evidenti: il timore è molto elevato tra gli elettori del Movimento 5 Stelle (49,2%) e Fratelli d’Italia (46,2%), mentre crolla tra gli elettori di Azione, dove solo il 6,5% considera probabile uno scenario apocalittico (Grafico 2 in calce).

Anche il profilo demografico pesa: a preoccuparsi di più sono i 55-64enni (52%), le casalinghe (52,9%) e i pensionati (52,6%); i più sereni sono gli studenti (30,2%). La generazione digitale mostra nervi saldi: tra i giovani, l’IA è vista più come opportunità che come minaccia.

3- IA nei servizi pubblici: accettabile per molti, ma la destra resta più diffidente

Un altro tema centrale emerso dall’indagine di dicembre 2024 riguarda l’accettabilità dell’uso dell’IA nei servizi pubblici. La maggior parte degli italiani (83,1%) riterrebbe accettabile l’uso dell’IA in ambito pubblico, se a tale uso si associassero dei vantaggi possibili per il cittadino. Gli elettori di destra rimangono tuttavia i più scettici, con il 19,6% degli elettori della Lega, il 14,6% di Forza Italia e il 13,5% di Fratelli d’Italia che ha dichiarato di non ritenere mai accettabile l’uso dell’IA in ambito pubblico. All’estremo opposto, solo il 6% degli elettori del PD e il 3,8% di quelli di Alleanza Verdi-Sinistra si oppone in toto all’uso pubblico dell’IA.

Il dato più alto di scetticismo arriva però dagli astenuti, con un 30% che rigetta ogni ipotesi di impiego dell’AI nei servizi pubblici. Un segnale di sfiducia generalizzata, non solo nella tecnologia ma anche nelle istituzioni (Grafico 3 in calce).

4- Tra altruismo e individualismo: quando anche i benefici dell’IA hanno un colore politico

Tra chi accetta l’uso dell’IA nei servizi pubblici, il beneficio più citato è il miglioramento della qualità dei servizi (23,2%), un dato trasversale allo schieramento politico. Guardando più da vicino gli altri benefici ritenuti accettabili, emergono differenze per orientamento politico (Grafico 4 in calce). L’uso dell’IA per rendere il servizio più accessibile a tutti, incluse minoranze e persone con disabilità, è maggiormente selezionato dagli elettori di sinistra (20,83%), mentre è l’alternativa meno votata dalla destra (12,35%). Al contrario, l’uso dell’IA per pagare di meno un servizio è l’opzione maggiormente selezionata dalla destra (15,91%), e minimamente dal centro sinistra (7,44%). Una polarizzazione che riflette un dualismo valoriale tra altruismo e individualismo.

In conclusione, le due survey di MoDe con SWG mostrano come l’atteggiamento degli italiani verso l’intelligenza artificiale rifletta divisioni politiche significative. L’uso, la fiducia e le aspettative nei confronti dell’IA si distribuiscono lungo le tradizionali linee di frattura tra destra e sinistra, segnalando che la tecnologia non sia uno strumento neutrale, ma sia sempre interpretata attraverso chiavi ideologiche. Monitorare queste differenze sarà essenziale per comprendere come l’IA possa essere integrata nelle politiche pubbliche in modo efficace e legittimato. 

Giugno 2025

Monitoring Democracy è un’iniziativa del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche della Università Bocconi.

La serie dei Brief è edita da G. Cappellaro, M. Carreri, N. Cavalli, M. Cucciniello, M. Fochesato, V. Galasso e M. Giugovaz.

Le opinioni dei brief sono degli autori e non riflettono necessariamente quelle espresse dalla Università Bocconi.